Cesare Pavese e il mito dell'adolescenza
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L'infanzia, irripetibile paradigma di conoscenze sempre recuperabili alla coscienza tramite la memoria: la "scoperta" del sesso come esperienza traumatica del fanciullo in un mondo di adulti; la donna quale simbolo di "peccato" e l'inconscio rifiuto dell'adolescente di crescere, di diventare …
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L'infanzia, irripetibile paradigma di conoscenze sempre recuperabili alla coscienza tramite la memoria: la "scoperta" del sesso come esperienza traumatica del fanciullo in un mondo di adulti; la donna quale simbolo di "peccato" e l'inconscio rifiuto dell'adolescente di crescere, di diventare adulto; l'ossessiva ricerca della perduta immagine paterna come miraggio di conseguibile maturità. E ancora: il carcere, il confino, l'illusione dell'impegno politico, gli echi delle scoperte dell'etnologia e della psicoanalisi, le influenze della metodologia vichiana, la teoria del mito, il mistero della donna, la dannazione del lavoro, il destino, le Langhe, in "nòstos", l'amara, sconsolata consapevolezza dell'impossibile maturità, la morte...
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